Marchio Pietro Barral
Sezione Gemmologia

LE PERLE DELLE ISOLE DEI MARI DEL SUD

Australia in modo particolare, poi Thailandia, Filippine, Birmania, Borneo, Tahiti, Indonesia insieme a numerose piccole isole situate nelle stesse acque, sono le fonti principali delle Perle Coltivate dei Mari del Sud. Le ostriche ospitanti usate dai coltivatori sono due. La prima e maggiormente presente è la Pinctada Maxima nota , a sud dell'equatore come "ostrica dalle labbra bianche o argento". La seconda, la Pinctada Margaritifera ,"ostrica dalle labbra nere" è diffusa nell'arcipelago tahitiano e dal 1963 viene impiegata per la produzione delle famose perle nere. La Pinctada Maxima ha dimensioni superiori all'ostrica giapponese (Pinctada Martensii ) e proprio per questo motivo i coltivatori dei Mari del Sud possono usare nuclei più grandi rispetto ai Giapponesi. Questo fatto, unito al più rapido accrescimento dello spessore del nacre, materiale organico che ricopre la perla nella zona terminale, il cui spessore e qualità conferiscono bellezza e desiderabilità alle perle, tipico delle acque più calde, porta ad ottenere perle molto più grandi di quelle coltivate in Giappone.


Il tempo medio necessario per ottenere un esemplare atto alla commercializzazione varia dai 5 agli 8 anni dipendendo da luogo a luogo, dalla temperatura dell'acqua, dalla concentrazione di plancton e così via. Si inizia dalla ricerca di un'ostrica adatta allo scopo, in genere di età variante dai 3 ai 5 anni, per poi passare all'inserimento del nucleo e la sospensione in mare in luoghi prestabiliti sotto cure periodiche per un periodo variante tra i 2 ed i 3 anni. Per finire si procede all'estrazione della perla dal mollusco ospitante mediante metodi che permettono di non danneggiare gli organi vitali dell'ostrica. Caratteristica particolare ed unica di questi molluschi è la loro tenacità, permettendo loro di essere nucleati più di una volta e quindi produrre più perle. Differentemente, le ostriche giapponesi terminano la loro vita dando alla luce una sola perla coltivata. La misura è la caratteristica che maggiormente incide sul valore di queste perle che sempre risultano più costose di quelle giapponesi anche se difficilmente raggiungono la lucentezza e la perfezione di quest'ultime. Infatti la qualità del nacre, accresciuto fino a 10 volte tanto, é inversamente proporzionale alla velocità con cui l'ostrica lo secerne. Quanto più lentamente esso viene prodotto, tanto più la sua grana risulta fine ed il risultato finale più attraente.

CURA E CONSERVAZIONE DELLE PERLE
Le perle possono avere una durata anche di centinaia di anni, se nella loro conservazione vengono osservate alcune regole fondamentali. Nella composizione di queste gemme è presente una determinata quantità di acqua, la quale, in caso di eccessiva disidratazione, provoca mutamenti di struttura in conseguenza dei quali si hanno danni irreversibili da compromettere la bellezza originaria delle perle. Onde scongiurare detti inconvenienti, esse non devono essere tenute né in ambienti molto secchi, né in quelli eccessivamente umidi per un prolungato periodo di tempo. Si sconsiglia di riporre le perle per parecchi mesi all'interno di una cassaforte in assenza di ricambio d'aria favorendo anche in questo caso la disidratazione.

Dopo averle indossate, prima di riporle nella loro custodia, occorre pulire le perle in modo accurato in quanto la traspirazione della pelle del nostro corpo ed i prodotti in genere usati per la cosmesi le potrebbero deteriorare. Servirsi esclusivamente di un panno morbido passando e strofinando delicatamente ogni perla del filo. A causa dello scarso coefficiente di durezza (2,5 - 4), le perle possono scalfirsi e logorarsi se vengono a contatto con materiali più duri come la maggior parte delle pietre preziose. Fare attenzione a questo fatto evitando di custodire i fili a contatto diretto con altri gioielli o pietre varie. E' possibile lavare le perle immergendole in acqua tiepida con una leggera concentrazione di sapone evitando sempre l'uso di altre sostanze detergenti o chimiche. Il filo va poi lasciato asciugare completamente e reinfilato. Una pulizia più profonda ed accurata viene svolta da personale specializzato solitamente ogni 3/4 anni (valutare le condizioni del filo) provvedendo contemporaneamente alla reinfilatura della collana.


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