IL TAGLIO NEL DIAMANTE

La definizione di taglio riferito a tutte le pietre preziose Ŕ l'insieme di quelle operazioni mediante le quali la forma del materiale grezzo viene alterata in una nuova forma geometrica ben delineata, utilizzando le leggi dell'ottica in modo da ottenere la massima riflessione della luce verso gli occhi dell'osservatore.
Nel caso del Diamante, l'importanza della precisione nelle proporzioni di taglio Ŕ fondamentale per ottenere il massimo risultato in termini di brillantezza, intensitÓ delle riflessioni interne ed esterne di luce bianca verso l'occhio, di scintillio, lampeggiamento della luce delle faccette tagliate quando l'osservatore, la pietra e la sorgente di luce si muovono, e di dispersione, scomposizione della luce bianca nei suoi componenti colorati con diverse lunghezze d'onda. Per far rendere al massimo queste tre proprietÓ fu necessario calcolare matematicamente gli angoli migliori e le proporzioni ideali per la corona, considerando che la luce la viene a colpire con tutte le angolazioni. Questo calcolo venne pubblicato per la prima volta nel 1919 da Marcel Tolkowsky. Da questo taglio, denominato "brillante rotondo", sono poi derivati tutti i tagli attuali, modificando le proporzioni
ma non il numero delle faccette con l'intenzione di migliorare la brillantezza e di recuperare il
maggior peso possibile dal diamante grezzo, prima di essere tagliato. Il prospetto sotto indicato esamina e nomina ogni parte della pietra ed Ŕ composto da 33 faccette fra la corona e la tavola e 25 faccette presenti sul padiglione.


Fino ad ora abbiamo parlato del taglio brillante di forma rotonda, ma sul mercato Ŕ possibile vedere altri tagli non sferici ma con forme diverse denominate "tagli fantasia". L'immagine sottostante ne esemplifica i pi¨ noti anche se il numero di tagli ottenibile Ŕ molto elevato con nuovi tipi di sfaccettatura continuamente presentati al pubblico.

I primi quattro esempi sono una modificazione del taglio a brillante rotondo, mentre il taglio Smeraldo presenta una diversa configurazione denominata " a gradini " presente di solito in molte pietre di colore come quarzi, tormaline, topazi, zaffiri ecc.